Sabato 28 maggio siamo allo Stella Nera di Modena

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21 maggio 2016 al Sottotetto di Bologna (suoniamo prestissimo, sulle 20:30..)

sottotetto baobab

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ANTI-FESTA DELLA DISOCCUPAZIONE // 30 APRILE 2016

la salute è in voi b-nAnche se non ci riguarda direttamente come Intothebaobab il 30 aprile nel parco di Medicina, in provincia di Bologna, tra varie difficoltà legate a permessi per suolo pubblico, spese obbligate pur non avendo alcun budget, ecc,ecc, ci sarà la prima uscita di un gruppuscolo di ragazz* che cercano di organizzare qualcosa anche in provincia…sperando che l’entusiasmo riesca a colmare l’assenza di spazi nasce LA SALUTE E’ IN VOI! che organizza il giorno prima della festa del lavoro la ben più attuale anti-festa della disoccupazione. Ci sarà un opuscolo che spiega un pò il senso di questo progetto, qualche banchetto, installazioni, beveraggi vari e musica dalle 20:00 alle 24:00. E anche se la pianura padana è piatta da morire inutile è lamentarsi, perchè la salute è in voi!

ANTI-FESTA DELLA DISOCCUPAZIONE 30 aprile

 

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Il 18 marzo allo Stella Nera di Modena

sound-of-silence

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Intervista su xUNDISPUTED ATTITUDEx

primomaggioZan e Sara dalla Sardegna ci hanno fatto una bella intervista per il loro blog xUNDISPUTED  ATTITUDEx. Lara è andata da poco a fare due date con le Doxie ai due estremi dell’isola ed è rimasta sorpresa dell’entusiasmo che c’è nei confronti dei Baobab nonostante non ci siamo mai stati a suonare e di come sia accogliente e variegata la scena undergrond là, quindi speriamo proprio di capitarci presto! 

LEGGI L’INTERVISTA

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padre pio e modi

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12 febbraio ’16 … Balotte cupe all’Iqbal Masih di Bologna

Volantello 12 febbraio

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Una nuova fanzine! Nasce LUNGI DA ME n.0#

LDM-4E’ nata, è uscita, è nuova, e non è la solita ‘zine. E’ un libretto di 90 pagine il numero zero di una nuova creatura nata da un’idea di Zanna (voce dei No White Rag) in collaborazione con Modi e Lara (Intothebaobab)…averla in mano è una sensazione simile a quella che ho avuto quando esce dalla stampa un nostro disco nuovo. Bella, spessa, concreta. Si chiama LUNGI DA ME ed è una fanzine aperiodica,libera, accidentalmente punk. Procuratevela perchè credo davvero ne valga la pena…il progetto è in evoluzione e aperto agli interventi di chi vuole partecipare…insomma, siamo carichi e credo che non ci accontenteremo di far uscire un solo numero.

Lungi da me i vecchi pidocchi! La linea rossa è una cosa seria  Rivogliamo i due pescatori – quando si affronta un gigante è molto difficile colpirlo in testa, ma anche se sono molto robuste si può puntare alle gambe Tempo – non posso credere che in tutti questi anni la tua espressione non sia mai cambiata, come un immobile statua di marmo alle intemperie, non posso crederci perchè so di essere carne, ossa, sangue, e che le intemperie mi plasmano inevitabilmente Storia, storie e Natura – appoggiatevi ad una pietra antica, incisa, alta ed imponente nella bruma mattutina. La risposta di cosa fare e come agire verrà da lì, dal sottilissimo legame che quella pietra immersa nel terreno mantiene con la Storia, le storie e la natura che ha visto e vissuto Diari dal Cassonetto – se adempiuti i primi due comandamenti del “produrre” e del “consumare” non mi rimane altro che “crepare!”, con il punto esclamativo alla fine, a 30 anni che prospettive ho per la mia vita? Ricette dal Caos – dal caos urbano, la città, dove vivo con Memo, senza una campagna aperta, ne un orto ne un giardino a disposizione Si chiama moda – vedi di farti accettare per quello che sei e non per le sembianze da punk che hai assunto Gli ultimi giorni di un’estate indonesiana – il D.i.y qui è vissuto e condiviso in una maniera che mai ho trovato in occidente, ne rimango davvero stupito. Mike mi spiega l’approccio dei Marjinal al punk, un misto di militanza, propaganda, primitivismo Kalashnikov Collective – nel nostro disco non c’è solo il grigio, ma c’è anche quello che nella vita di città è gioioso: la libera occupazione degli spazi, l’approccio psico-geografico che è una sorta di reinterpretazione creativa degli spazi metropolitani, un cambio di senso dei non-luoghi, un modo poetico di vivere la strada, la micro-geografia urbana Storia Banale – poi l’hanno preso…Dove scappi con una faccia così? Per fermarlo chiamarono una squadra speciale: una guardia svizzera, un ex-legionario, una testa di cuoio e un celerino IntotheBaobab – La questione è solo scegliere una priorità, trovare il proprio canale in cui immettere energia

Cosa centra questo con una fanzine punk? Non ne ho idea!

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Noise Pollution vol.5

Listener

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Cara, non trovo il martello

Cosa rimane di noi nel nostro presente? Dov’è il chiodo dove battere il nostro martello? E se lo trovassimo questo chiodo…abbiamo un martello?

Siamo in un mondo dove il potere si gioca in nuove guerre fredde che ricalcano le vecchie, ma con più giocatori. Ci sono nuove crociate esplosive mosse da poteri culturali medioevali, ancora in nome di un dio. Le ignoriamo solo perché sono l’unica minaccia seria rimasta al sistema che abbiamo sempre odiato. Siamo in un continente che si sta dividendo tra nazionalisti (di sinistra e destra) ed europeisti (di sinistra e di destra). Siamo in un paese in cui la mafia è istituzionale, l’istituzione è pro-banche e contro il popolo e, cosa ancora peggiore, spesso il nemico numero uno del popolo sono gli ultimi del popolo.

Cambiano i blocchi di potere in opposizione tra loro, a volte si confondono, a volte uno è dentro l’altro come una matrioska. Viviamo un marasma e non riusciamo a interpretare un cazzo, perché è tutto complicato, però troppi continuano a voler interpretare la realtà con vecchi schemi. Una sorta di mancanza di idee spacciata per purismo e coerenza. Potrei terminare la mia esistenza domani per ciò che ho mangiato fino a ieri, o per una bomba esplosa in piazza Maggiore. Fregherebbe solo e comunque ai miei affetti, chiunque altro userebbe l’episodio solo per tirare acqua al mulino del suo confuso schieramento. Questo chaos crea però anche un cortocircuito nel sistema binario su cui si è sempre basata la nostra sovrastruttura sociale: bianco/nero, maschio/femmina, gay/etero, destra/sinistra, giusto/sbagliato, pro/anti, ecc, ecc…e forse è proprio questo è il chiodo: le linee di confine si offuscano e confondono.

Il punto nevralgico su cui la nostra controcultura (?) può picchiare in questi tempi penso sia porre questa domanda a chiunque: perchè schierarsi per un peggio o un meno peggio senza mai chiedere qualcosa di meglio? La gente ha paura dei “terroristi”, ma anche di chi dovrebbe proteggerli dai “terroristi” e cioè quel potere che da anni e anni sta solo ormai vietando, tassando, riducendo i diritti…nonostante le linee di divisioni tra buoni e cattivi si assottigliano la gente sceglie quello che ha sempre pensato di dover scegliere: ciò che considera il meno peggio. A volte è stato il fascismo, a volte il comunismo, a volte il capitalismo, a volte dio. Questa settimana i greci hanno scelto NO a un referendum sulle imposizioni europee, ma non sapendo assolutamente a cosa porti questa scelta per loro, intuendo solo che la realtà cosi com’è non và…quindi NO. Ma anche se smettesse (e ce lo auguriamo) lo strozzinaggio europeo si affideranno a qualche altro potere per il “qualcos’altro”.  La storia recente ha visto la “primavera araba” trasformata in ciò che è ora la realtà del medio-oriente. Scelte coraggiose, libertarie, che implicano il sacrificio, ma che hanno aperto il campo a nuovi poteri ugualmente assassini se non più spietati dei precedenti.

La gente deve capire, e sarebbe meglio che lo facesse ORA, che ogni forma di potere per mantenersi tale non fa altro che instaurare un sistema binario basato sulla divisione e il dominio, instillando paura. La questione veramente difficile è costruire l’alternativa a questo meccanismo, perché comunicarne la necessità conta poco-niente. Gli altri, come noi, hanno bisogno di vederla e toccarla con mano, di poterla sperimentare. 

Non ci serve un esempio da seguire su COSA creare per uscire dai sistemi di potere binari. Non per tutti uno spazio di libertà è un centro sociale.

Serve molto  di più un esempio da seguire su COME si può creare un’uscita, ma usando i mezzi e gli obiettivi a ciascuno più congegnali.  E questo perchè di uscite se ne devono inventare 7 milioni diverse perché ci sia anarchia, e tutte coscienti e rispettose delle diversità perché ci sia pace. La nostra controcultura non tende al cosa, ma al come.

Dicevamo che è tutto complicato e ci siamo rotti anche le palle di tanti tentativi e le nostre energie si devono ricaricare. La serenità di una serata in un posto che non possono sgomberare, il poter controllare umore e nervi con sostanze eccitanti o calmanti, diventare semplicemente gruppi musicali che fanno nuove canzoni…è sacrosanto coccolarsi un po’ in una realtà stronza e incerta.

Il chiodo però è lì, spunta più che mai, piantato nelle contraddizioni eclatanti che tutti i sistemi binari di potere negano di avere, ma che ormai vede chiunque…molti potrebbero convincersi che in fondo non hanno bisogno di schierarsi dentro le scelte imposte, ma dovrebbero ingegnarsi per uscirne e cercare oltre, altro, estendere la propria esistenza anziché stringerla in una sua rappresentazione . Il chiodo è lì…e il martello dove l’abbiamo appoggiato?

Punk Sei Dank


 

  

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