BAOBAB Opuscolerie

Come “band” staremo fermi per un pò, non si sa esattamente quanto, forse fino a settembre, o forse anche oltre, o forse capiterà qualche concertino sporadico in questo periodo…non si sa, comunque ciò è dovuto a vari impegni e viaggi che ognuno di noi farà con altri gruppi. Fatto sta che non suonando è partito un altro progetto non legato al fare rumore, ma allo scrivere! La creazione di fanzine, da tempo assopita e bloccata (un pò perchè ci siamo concentrati su altro un pò perchè non ne avevamo mezza…) è riesplosa inaspettatamente in questa piovosa primavera vissuta nella disoccupazione ormai cronica.

windsor-1972-itE siamo orgogliontosissimi di annunciare che la prima uscita di Baobab Opuscolerie è un racconto del 1983 di Penny Rimbaud, ex batterista dei Crass, intitolato “L’ultimo degli hippies”. E’ la storia vista con gli occhi dei Crass della fine del loro amico Wally Hope, e con lui di metaforicamente di tutta quella generazione hippy che credeva che per ottenere la pace nel mondo bastasse essere in pace con sè stessi. Questa testimonianza, intensa, dolce e rabbiosa allo stesso tempo, racconta di cosa è successo ad una persona vitale, che credeva nell’amore, nell’anarchia e nella pace, che aveva avuto l’idea di  ridare alla gente le pietre magiche di Stonehenge, e di organizzarci attorno un grande free festival. Come dopo quel sogno di libertà il grigiore del mondo si sia preso l’anima ed il corpo martoriato di Wally “Speranza”: con la violenza della polizia, dei manicomi, nell’intolleranza tra le sottoculture e nell’indifferenza della gente, è naufragato il sogno di conquistare la pace con la pace. Questa testimonianza diretta dell’epoca svela il significato dello slogan crassiano “Fight war, not wars” tanto da farlo capire in maniera quasi empatica…”L’ultimo degli hippies” spiega lo stato d’animo che portò i Crass a diventare ad essere da hippies dei punk; un cambiamento che considera i movimenti di contestazione come un  ”metodo”, mentre gli obiettivi rimangono gli stessi: uguaglianza, anarchia, pace. A noi sembra importante diffonderlo, e per questo lo facciamo al di fuori delle librerie, e a offerta libera.

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Intervento al Music Freedom Day

E’ capitato un pò di tempo fa che Chiara, che fa parte dell’associazione culturale BoGround invitasse un componente dei Baobab a fare un intervento ad una tavola rotonda  presso il centro Katia Bertasi, in via Fioravanti 22, in occasione del Music Freedom Day. Music Freedom Day è la giornata mondiale di dibattiti e manifestazioni contro la censura nella musica. Quando arrivò questo invito inaspettato subito pensai cosa potessimo centrare noi con la censura musicale..i nostri dischi non escono nei negozi, i nostri concerti sono auto-organizzati, i nostri messaggi non vengono filtrati da nessuna istituzione musicale che ci ricatta sull’ammorbidire i contenuti in cambio di visibilità…pensai “chi ci censura in realtà?”. Questo pensiero però ne face partire altri a catena e mi resi conto che accettare l’invito sarebbe stata una buona occasione per parlare di quella forma di censura molto più subdola e viscida che si può riassumere nel termine “repressione”: sgomberare spazi sociali dove si sviluppano i percorsi delle sottoculture che nel 99% dei casi usano la musica come principale strumento di espressione non è forse censura? Quando non ci saranno questi spazi i gruppi anti-autoritari e libertari andranno a dire la loro in un locale o spariranno? Io credo che molti spariranno…e quindi limitare gli spazi e libertà di azione è a tutti gli effetti CENSURA. La repressione bigotta & vecchio stile che avviene nei regimi repressivi può letteralmente ammanettare e fare violenza diretta sulle persone: vedi Pussy Riot in Russia, o più leggermente cose tipo i Sex Pistols che anche se nell’Inghilterra del ’77 erano primi in classifica nelle vendite di dischi il loro nome veniva cancellato nelle classifiche e il loro concerti venivano vietati…ecco, cose di questo tipo altro non fanno che attirare l’attenzione dei media e quindi ovviamente amplificare a dismisura i messaggi di rivolta di chi viene censurato, o imprigionato. E infatti le istituzioni più avanzate e che hanno imparato la lezione usano altri metodi: togliere la voce a chi non dice cosa al sapore di Amici di Maria, o al massimo puoi averla in piccola parte se fai parte di quel filone un pò contro, ma alla “partigiana”, alla Modena City Ramblers e tutti gli altri gruppi un pò di “sinistra” per capirci chiaramente…tutto quello che invece è radicale, sia nei suoni che nei contenuti, invece non deve emergere, la nostra merda non deve venire a galla…loro non rompono le nostre uova (leggi:non boicottano i nostri dischi), ma bruciano le nostre tane (leggi:sgomberano i nostri spazi), e lo fanno in mezzo all’indifferenza più totale della gente. Direi che questa è censura a tutti gli effetti. Non sarebbe bello se alla solidarietà con gli spazi sgomberati e alla lotta per trovarne altri partecipasse anche la comunità “musicale”, oltre che quella prettamente “politica”? Dalla risposta che si da a questa domanda potrebbe anche partire una riflessione sulla musica all’interno degli spazi libertari, e magari chissà, anche un tentativo di valorizzarla maggiormente nel caso si riconosca che è un elemento importante, se non fondamentale.

La tavola rotonda era composta dai personaggi più eterogenei: musicisti, giornalisti, produttori discografici, insegnanti di musica, performers, compositori, ex hippies, e un punk (io), che credo proprio ero il più giovane. Il mio intervento, come sempre molto semplice, perchè parlo come mangio e mangio male, è quasi all’inizio del dibattito e come potete constatare voi stessi ad altri presenti la piega che ho dato alla discussione interessava eccome! Poi per il resto del tempo ho solo bevuto vino e mangiato patatine. Il video è un pò lungo, ma può valere la pena ascoltarlo, magari solo l’audio mentre si fanno altre cose al pc o in giro per la stanza, perchè alcuni personaggi presenti erano davvero particolari e ognuno aveva da dire la sua.

(Il link per ascoltare è qua sotto)

Music Freedom Day Bologna

 

 

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italialiena

Componenti di Malasorte a Itali(A)liena

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Venerdì 19 aprile, siamo al LIBERA OFFICINA di Modena

Venerdì 19 aprile 2013

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ARE YOU ALREADY DEAD MAGGIE?

margaret-thatcher-crassE’ morta Margaret Thatcher e gran parte dei giornalisti italiani e non hanno dedicato alla Lady di Ferro la prima pagina con titoli a caratteri cubitali del tipo “La donna che ci vorrebbe ora in Europa”. Bene, ricordiamo un attimo chi era politicamente e umanamente Maggie (1925d.k.-2013d.K.), cosa ha fatto in Inghilterra come premier, e quali ricette sociali ha lasciato in eredita nella nostra Europa decadente. In un’Inghilterra di povertà, recessione, conti pubblici sballati e   questioni scottanti come quella Irlandese, il governo Thatcher decise di sistemare le cose e ristabilire l’ordine seminando in profondità il liberismo sfrenato ed il controllo repressivo che ci accompagnano ancora oggi: fece a pezzi i sindacati, aumentò la tassazione ai ceti meno abbienti, diede il via libero ad una brutale repressione poliziesca contro i minatori in sciopero e contro la minaccia dell’IRA, distrusse lo stato sociale e i servizi pubblici. Si guadagnò il tumblr_li2436mFZP1qzaq7wo1_500soprannome di “ladra di latte” per via di un decreto che tagliava la distribuzione gratuita del latte nelle scuole pubbliche dell’infanzia…tutto questo senza mai ascoltare le parti sociali e la protesta che montava ovunque in tutto il paese, dritta senza mai battere ciglio, mai un ripensamento…questa l’origine del suo nomignolo “lady di ferro”. Con le scelte politiche del suo primo governo la popolarità di Maggie era caduta in un baratro fatto di povertà e dissenso, ma riuscì a riguadagnare terreno ed ottenere il secondo mandato usando la leva più bieca: quella della guerra e del fanatismo nazionalista che riesce a generare negli imbecilli. Quando la sinistra laburista inglese si accorse di come cavalcare la tigre della guerra alle isola Falkland aveva giovato elettoralmente a quella stronza, ecco che anche da quella parte furono abbandonate le lotte pacifiste e anti-nucleari. Fu questo lo scenario, furono queste le motivazioni per cui esplose la “bomba” dell’anarco-pacifismo in Inghilterra, e poi nel resto del mondo. Una bomba che però, nonostante gli sforzi, evidentemente mancò gran parte dei suoi obiettivi…non per mancanza di capacità delle persone che lottavano contro tutto questo, ma semplicemente perchè questi obiettivi erano, e sono, enormi. La Thatcher ha lasciato un testamento che oggi si manifesta nelle politiche di austerity senza se e senza me, quelle che vanno a incidere sulla carne viva della gente, senza guardare in faccia le sue vittime. La Thatcher ha sdoganato la formula della repressione poliziesca basata sul metodo di etichettare la protesta sociale come “terrorismo”. Insomma…non possiamo dire che Maggie ci manca, ma il suo modello governativo è pressapoco quello che oggi domina l’Europa, e quindi, in qualche modo, è come se la vecchia fosse ancora qui con noi. 

crass

Per rendere meglio il clima di quegli anni trascriviamo stralci di un’ intervista del 1983, pubblicata su Maximum Rock’n'Roll, ad un componente dei Crass, il gruppo che senza alcun dubbio si oppose maggiormente e con più forza al governo Thatcher e alla sua guerra.

 

 

 

 

Cosa è cambiato tra quello che facevate anni fa e il tipo di informazioni che diffondete oggi?

Non è cambiato molto, solo che la situazione attuale è più grave, soprattutto dal punto di vista sociale.

Perchè è così grave?

Credo che la società si sia trasformando in qualcosa di più chiuso e rigido, pericoloso, razzista, sessista, classista e nazionalista. Non ti sembra preoccupante?

Credete di aver fatto tutto il possibile?

No, non è mai abbastanza, perchè fino a tre settimane fa pensavo ci fossero degli argomenti forti per un’attività riformista. A partire dagli anni ’50 ha iniziato a circolare un ottimismo giustificato, che riconosceva l’esistenza di tendenze riformiste nel nostro paese, che ci avrebbero portato verso una società più libera. Se la Thatcher fosse arrivata al potere grazie a una minoranza ristretta, si potrebbe continuare a pensarla così, ma dal momento che ha vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante, quell’idea non è più valida. Per questo motivo, prima delle elezioni pensavo che il nostro impatto sociale fosse enorme, ma ora mi devo ricredere e pensare che non è stato sufficiente, che non stiamo colpendo nei posti giusti.

Appoggiate forse un eventuale cambiamento attraverso il sistema dei partiti?

Assolutamente no. Quello che intendo dire è che poteva avere senso appoggiare una tendenza di tipo riformista fino a qualche settimana fa. Quel che è certo è che prima della Falkland si respirava un clima pacifista e progressista, ma la guerra ha colpito così duramente il movimento, da farlo retrocedere di una decina d’anni. E’ per questo che prima della guerra il partito socialista e il labour  hanno cavalcato il movimento anti-nucleare, perchè si erano resi conto che il pacifismo era molto forte. lo hanno fatto anche negli anni ’60 arrivando al governo con le loro belle promesse. Nel programma promettevano di smantellare  gli armamenti nucleari presenti nel paese, mentre noi ci chiedevamo se fosse il caso di appoggiarli. La risposta fu no, perchè pesammo che avrebbero fatto quello che poi è avvenuto, ovvero dimenticarsene dopo essersi resi conto che la questione non attirava più voti.

Le cose che state facendo ora sono intrise di satira pesante, pensavo voleste commentare questa svolta. Vi state divertendo?

Se qualche cambiamento c’è stato è avvenuto con Christ-The Album, siamo diventati schifosamente autocompiacenti. Voglio dire, abbiamo rimixato alcune parti sei volte, significa che ci abbiamo messo sei giorni di lavoro. Tutto l’album è stato mixato tre volte e poi rimixato altre tre. Cazzo, stavamo diventando i Pink Floyd del mondo punk…tutto questo è successo prima della guerra delle Falkland, perchè allora pensavamo di avere il tempo di fare un buon album, ben rifinito, un’opera d’arte. Stavamo lavorando alla grafica e al libretto, ed è scoppiata la guerra: ci siamo ritrovati d’improvviso con questo stupido disco del cazzo senza un cazzo di commento sulla guerra intrapresa dal nostro paese. Allora avremmo dovuto invece pubblicare Yes Sir, I Will. Adesso non ci facciamo più sorprendere. Fanculo la qualità della registrazione, fanculo la produzione! Che le parole vengano fuori velocemente. Questo è ciò che conta davvero. Il nostro singolo non è un’evoluzione o una nuova prospettiva, è la nostra risposta ufficiale. E’ satira. E’ offensiva, proprio come si deve essere offensivi nei confronti di tutta la merda che ci circonda. E’ la nostra risposta ed è così schiettamente e stupidamente maleducata che ci sta dentro tutta la nostra rabbia. Spero proprio che reagiscano, che ci denuncino e ci portino in tribunale, così tutta la merda che ci tirano addosso gliela ributteremo indietro. E ci sarà la possibilità di fermarsi un attimo per capire cosa fare. Tipo un piano per riuscire a cancellare la signora Thatcher dalla faccia della terra, o qualcosa di simile. Potrebbe essere questa la nostra direzione, potremmo essere costretti ad abbassare i toni. Potremmo anche riuscire a trovare un’altra maniera di relazionarci con lei, ma non c’è maniera di relazionarsi con una simile…quindi col cazzo che abbasseremo i toni. E’ un pò come quando si è a scuola, con un’insegnante che ti ha preso di mira e tutto quello che ti resta da fare è essere così maleducato e offensivo con lei da farti cacciare fuori dall’aula, invece che stare lì buono buono per poi fare il cattivo alle sue spalle. Ecco mi sento di essere maleducato e offensivo…mi sento a mio agio. L’unica cosa che ci interessa è fomentare azioni che avrebbero potuto impedire di arrivare in questa situazione. Vogliamo che tutti si mettono a ridere quando la Thatcher inizia a parlare. Non saprebbe più cosa fare…ma so bene che non succederà, quindi dobbiamo inventarci qualcos’altro. In questi sette anni il nostro messaggio è stato questo: o si inizia a prendere sul serio quello che si sta facendo e lo si capisce fino in fondo, o ci sarà un bagno di sangue, che potrebbe iniziare anche quest’anno e continuare finchè non ci sarà una qualche forma di uguaglianza tra le persone.

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ITALI(A)LIENA 5# – 5/6 aprile 2013 – xm24 -Bologna

italialiena 2013La due giorni Itali(A)liena è partita 6 anni fa dalla prima cosa che abbiamo fatto come gruppo, ancora prima del nostro primo disco: una compilation con gruppi da tutta Italia. Insieme al Collettivo Malasorte e a XM24 (e quest’anno anche a parte della “Bologna Punx”) è poi diventata una festa, un appuntamento che è arrivato al suo quinto anno, forse l’ultimo! Un ciclo di cui siamo molto orgogliosi, ma che forse si può dire concluso…o si può trasformare, o evolvere, vedremo cosa succederà. Quest’anno, nonostante pareri discordanti, ma del tutto legittimi, dei vari componenti di Malasorte, io (Modi) credo che questa sia stata una delle edizioni più belle. Tutte e due le giornate sono state molto partecipate, un week end in cui è spuntato il sole e c’è stata la festa, dopo settimane di pioggia e notizie terribili riguardo suicidi, depressione, minacce nucleari…ci voleva un’altra festa. Il Bologna Brucia è stato intenso, ma ancora non bastava! Non tutti, purtroppo, si sono presi bene, ma la stragrande maggioranza di chi ha partecipato si. La commistione di generi che abbiamo tentato quest’anno  ha messo nello stesso punto spazio-temporale persone diverse, cosa che a creato inevitabilmente qualche incomprensione e tensione, ma che non è mai degenerata. Ha ampiamente prevalso la curiosità, la socialità e il divertimento. Tutti i gruppi  invitati, anche quelli che conoscevamo personalmente meno, si sono rivelati composti da persone oneste, amichevoli e valide. Durante la festa, tra le due giornate, penso siano passate per l’XM24 quasi un migliaio di persone, chi più chi meno consapevole e attento alle tematiche che siamo soliti proporre, ma tutti presi bene dall’accoglienza, dai colori, dalla musica. Per quel che ci riguarda una ulteriore riconferma del fatto che “sottoculture unite” non è uno slogan creato per far cantare un coro sottopalco, ma una dichiarazione d’intenti, un progetto concreto da portare sempre più avanti, da spingere sempre più oltre con tutti gli sforzi che comporta.

 Non li abbiamo ancora contati, ma i soldi ricavati dalla due giorni, esclusi quelli di rimborso ai gruppi e di spese per i volantini stampati e la cena, andranno a sfamare e curare un centinaio di gatti e cani randagi accolti in maniera no profit e volontaria da delle signore anziane di Medicina senza alcun tipo di aiuto da parte del Comune. Se si dovesse decidere di destinare parte del ricavato anche per altre cause queste scelte verranno riportate su questo blog, e probabilmente su quello del collettivo Malasorte.

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SMANTELLANDO IL MILITARISMO…antenne, isole colonia, madri insurrezionaliste.

“L’invito è per il 30 marzo in piazza, a Bologna, come nel resto d’Italia.

Aumentiamo la massa delle vittime consapevoli,

rendiamo sempre più difficile la vita agli assassini per professione. “

L’antimilitarismo è il principale motivo per cui mi sono balenate in testa fin da bambino idee anarchiche e libertarie. Allo stesso modo potrei dire che il Pacifismo è il principale motivo per cui mi sono balenate in testa fin da bambino idee anarchiche e libertarie. L’ingiustizia mostruosa dell’assassinio legalizzato su larga scala è insopportabile, nonostante i mass media la raccontano e banalizzano in anestetizzanti frammenti di pochi secondi, tra una pubblicità di uno shampoo e quella di un talk show, rimane per noi semplicemente INSOPPORTABILE. Non poter fare nulla è insopportabile. 

E per questo ogni volta che si presenta un’occasione, una scintilla, una lotta popolare dal basso che voglia colpire il militarismo, non possiamo altro che essere felici!

striscione-no-muos-960x555Il Muos è un sofisticato sistema di comunicazione militare area-terra dell’esercito americano. Serve a velocizzare, anzi, rendere istantanei, i comandi di attacco e la coordinazione tra la marina e l’areonautica finalizzata ai massacri legali, la guerra. L’assurdo, infame strumento, la guerra, per cui il 10 per cento del mondo ha tutto, e il resto nulla. Il movimento No Muos si propone di SMANTELLARE fisicamente, dal basso, le antenne piazzate in Sicilia, perchè oltre a servire a velocizzare le operazioni degli assassini legali, le sue onde provocano anche tumori a chi abita vicino all’eco-mostro.

 

news_2431_nomousAbbiamo avuto testimonianze dirette coi ragazzi che fanno un presidio continuo da mesi e mesi a queste antenne, davanti al mostro, a Niscemi, in Sicilia. Ci hanno parlato con un entusiasmo coinvolgente di una popolazione intera, solidale e compatta contro quello schifo. Ci raccontano di giornate intere in cui si protesta e si fa informazione, pentoloni di cibo portati dagli abitanti di un meraviglioso posto pieno di natura. Le antenne sono state costruite in mezzo a una riserva naturale, gli uccelli non migrano più lì come per natura anni sempre fatto…proprio come dicevano i Mob “No Doves fly here”…e poi ci hanno parlato dello “mamma no mous”, signore che difendono i propri figli, che li ospitano, che scendono in piazza, che non li fanno arrestare e che li coprono. Poi quando scendo la notte complice si alzano tralicci, si rompono reti, si piazzano chiodi per non far passare i camion addetti alla costruzione…ci fatto capire che li la gente non crede più alla protezione inesistente delle istituzioni, ora si agisce dal basso, insieme e compatti. Ci hanno invitato a scendere a Niscemi per la manifestazione nazionale del 30 marzo: ” Venite anche prima! Portate un sacco a pelo, ci sarà da mangiare e da bere per tutti, portate anche qualcosa per coprirvi! perchè la notte fa freddo.”

Come la TAV il MUOS è un problema e un’occasione di dire NO, per tutti. Per chi non riesce a scendere ci sarà l’occasione di opporsi, di manifestare il proprio dissenso, anche a Bologna, come a Torino, a Milano, e in molte altre città. Partecipa!

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STELLA NERA SGOMBERATO

UNO SGOMBERO INFAME.
Nesun preavviso, nessun motivo.
Sabato 2 PRESIDIO in Piazza Torre,
Sabato 2 serata alla Libera Officina,
Sabato 9 CORTEO/Street Parade per le vie di Modena.

Nella mattina di giovedì 28 febbraio 2013 è stato sgomberato lo spazio
sociale anarchico occupato Stella Nera, in via Omero 2 a Modena: un imponente dispiegamento di forze ha posto sotto sequestro gli stabili
dell’ex De Tomaso, dopo 5 mesi di occupazione.
L’ennesimo sgombero politico voluto dall’ormai non più grande Partito Democratico, volto a sopprimere qualsiasi esperimento autogestionario e
di partecipazione diretta; in un momento di crisi economica e di delegittimazione politica delle istituzione e dell’autorità, luoghi
liberati come gli spazi sociali, dove si sperimentano modelli sociali
alternativi, rappresentano una minaccia per chi ha sempre vissuto sullo
sfruttamento altrui e non ha nessuna intenzione di cambiare questo stato di cose. 
Mentre loro sono liberi di rubare, devastare l’ambiente e
togliere diritti usando come scusa la crisi che loro stessi hanno creato, chi tenta di sottrarsi al loro potere e costruire una società libera e senza sfruttamento viene criminalizzato e colpito dalla repressione.
Le attenzioni della loro “giustizia” si sono concentrate su di noi,
mentre nella stessa zona vivono e prolificano spaccio e sfruttamento della prostituzione, a dimostrazione di come il concetto di legalità
venga strumentalizzato dal potere per colpire chi decide di non sottomettersi. 
Non c’è nessun altro motivo per sgomberare uno spazio su cui non ci sono altri progetti, che tornerà ad essere vuoto e inutilizzato esattamente come è stato per anni prima di essere occupato,
se non la precisa volontà politica di colpire e reprimere qualunque forma di dissenso.
I migliaia di modenesi (e non solo) che hanno attraversato lo Stella Nera, contribuendo a renderlo vivo e dandogli legittimità, sono la
testimonianza della necessità di spazi sociali autogestiti in città, necessità che non può essere fermata da uno sgombero e dalla repressione legalitaria. 
I tanti progetti nati in questi mesi, dalla cassa di
solidarietà alla rete degli spazi sociali, continueranno ad essere portati avanti con lo stesso impegno e la stessa volontà di prima.

Il percorso dello Stella Nera non si arresta, verso un nuovo spazio sociale autogestito!

Stella Nera è un’idea, non quattro mura, per questo le iniziative già in programma si svolgeranno comunque, in luoghi comunicati di volta in volta.
Il 9 marzo attraverseremo il centro di Modena in corteo, con gruppi musicali e interventi.
Sostieni l’autogestone e l’azione diretta!

NELLE STRADE CI VOLETE
NELLE STRADE CI TROVERETE!

LE IDEE NON SI SGOMBERANO!

Coll. Stella Nera

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IntoTheBolognaBrucia

Per ribadire l’esigenza degli spazi sociali di Bologna che promuovono da anni autogestione, autoproduzione e contro-cultura. Tre giorni di punk e D.I.Y in tre spazi non rinunciabili, vendibili o scambiabili della nostra città: Atlantide, Vecchio Son e XM 24.

1565A Bologna ci sono Spazi Sociali autogestiti in maniera collettiva che da anni (anzi decenni) animano e promuovono le sottoculture.
Sono spazi liberi dalle economie di mercato e del consumo, spazi no-profit dove non bisogna farsi la tessera e dove non ci si comporta, né ci si sente, come dentro ad un locale. Dove chiunque è sullo stesso livello degli altri, e non ci sono buttafuori, padroni, gestori né artisti o utenti, ma tutti sono partecipi di un momento di collettività e di scambio.

Questi luoghi portano avanti proposte politiche, culturali e sociali che sono alternative al mainstream. Danno spazio a sottoculture musicali che non hanno mai spazio nei canali tradizionali e intercettano realtà spesso avanti anni luce rispetto alle proposte dei locali basati sul profitto.

Questi luoghi, da sempre, sono sotto ASSEDIO. Ma nel 2013, ancora di più, la minaccia di chiudere spazi vitali come questi si fa sempre più reale.

Questo festival supporta, in ogni modo possibile, le realtà di ATLANTIDE. XM24 e VECCHIO SON, e con loro tutti gli altri spazi che a Bologna fanno cultura dal basso.

Supporta anche tu. Difendi quello che ti piace e che ti è necessario.
Non aspettare che le cose ti cadano dall’alto.
ESSICI.

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Sabato Atlantide R-Esiste

sabato 2 febbraio 2013d.k.

sabato 2 febbraio 2013d.k.

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